I Romani la chiamavano regina viarum, la regina delle strade. Aperta nel 312 a.C., in origine collegava Roma a Capua; fu poi prolungata fino a Brindisi, il porto da cui partivano le rotte verso la Grecia e l'Oriente. Per secoli è stata la via d'accesso a Roma da sud e il modello di tutta la rete stradale romana. Dal 2024 è Patrimonio Mondiale UNESCO. Ma il modo migliore per capirne il valore resta quello per cui era stata costruita: percorrerla a piedi.
Il tratto più denso di monumenti è quello che comincia a Porta San Sebastiano e corre per qualche chilometro verso sud, tra sepolcri, ville, catacombe e campagna. È tutelato dal Parco Regionale dell'Appia Antica e, per i principali siti archeologici, dal Parco Archeologico dell'Appia Antica del Ministero della Cultura. Questo è l'itinerario che suggerisco per una giornata.
1. Porta San Sebastiano. Il punto di partenza ideale è l'antica Porta Appia, una delle porte meglio conservate delle Mura Aureliane, costruite nella seconda metà del III secolo d.C. All'interno, il Museo delle Mura racconta la storia della cinta difensiva e segna il punto in cui la città lasciava il posto alla strada.
2. Domine Quo Vadis. Al bivio con via Ardeatina, la piccola chiesa custodisce la tradizione secondo cui Pietro, in fuga da Roma durante la persecuzione di Nerone, avrebbe incontrato qui Cristo e deciso di tornare indietro. Chi ha tempo può deviare poco oltre verso la Valle della Caffarella e il sepolcro attribuito ad Annia Regilla, moglie di Erode Attico.
3. Le catacombe di San Callisto e San Sebastiano. In questo tratto la strada attraversa il cuore della Roma sotterranea cristiana. San Callisto fu il primo cimitero ufficiale della Chiesa di Roma; poco più avanti, la basilica di San Sebastiano fuori le mura, una delle sette chiese del pellegrinaggio medievale, conserva il Salvator Mundi, busto scolpito da Gian Lorenzo Bernini nel 1679, tra le sue ultime opere. Una delle due catacombe basta a dare la misura del luogo.
4. La Villa di Massenzio. Il complesso fatto costruire dall'imperatore Massenzio, sconfitto da Costantino a Ponte Milvio, riuniva palazzo, circo e mausoleo in un unico progetto. Il circo è l'unico di Roma ancora leggibile in tutte le sue parti, e da solo vale la sosta.
5. Il Mausoleo di Cecilia Metella. È il monumento simbolo della via, disegnato e riprodotto fin dal Rinascimento. Costruito negli ultimi decenni del I secolo a.C. per una nobildonna della famiglia dei Metelli, nel Trecento fu inglobato dai Caetani in un castello a cavallo della strada, con la chiesa gotica di San Nicola. Le sale del palazzo raccolgono sculture e iscrizioni provenienti dai sepolcri dell'Appia.
Per chi vuole proseguire. Oltre Cecilia Metella la strada prosegue tra sepolcri e campagna verso il complesso di Capo di Bove e, più avanti, la Villa dei Quintili, grande residenza suburbana di età imperiale che merita una visita a sé. Gli orari dei singoli siti cambiano con le stagioni: conviene controllarli sui siti ufficiali prima di partire.