Tra i vicoli del centro storico e nei quartieri di Roma ci sono ancora laboratori in cui si costruiscono violini, si rivestono poltrone, si incide il marmo e si fondono metalli preziosi. Sono realtà che hanno attraversato i cambiamenti della città senza rinunciare al proprio mestiere, tramandato spesso all'interno della stessa famiglia o da maestro ad allievo. Roma Capitale le riconosce attraverso l'Albo delle Botteghe Storiche e la distinzione dei Negozi storici di eccellenza, riservata alle attività che conservano arredi, insegne o ambienti d'epoca; la Regione Lazio ha istituito a sua volta un Elenco regionale delle botteghe e attività storiche.
I violini di Michel Eggimann, via di Montoro 13. Nato a Neuchâtel nel 1963, Eggimann ha costruito il suo primo violino nel 1982. Dal 2007 lavora a Roma, nel rione in cui un tempo si concentravano i leutari, gli antichi liutai romani. Costruisce e restaura violini, viole e violoncelli, dedicandosi in particolare alle copie degli strumenti dei maestri cremonesi del Sei e Settecento, con vernice a olio.
Bottega Piovano, via dell'Orso 26. Dietro un ingresso senza insegna, Vincenzo Piovano e le figlie Michela e Alessandra portano avanti mestieri tramandati in famiglia: intaglio, doratura, restauro di opere decorative. Il laboratorio lavora per musei, gallerie, chiese e palazzi storici, oltre che per committenti privati.
Franco er marmista, centro storico. Francesco Russo è entrato giovanissimo, nel 1951, nella bottega del marmista Federico Rossi, nel centro storico, e pochi anni dopo ne ha preso le redini. Il laboratorio lavora il marmo in tutte le sue forme, «dal bordo del marciapiede alla statua», e ha curato restauri per la Galleria Borghese e Santa Maria del Popolo. Il soprannome gli fu dato negli anni Settanta da Giulio Onesti, allora presidente del CONI.
Tappezzeria Ciani Fabrizio, via del Teatro Pace 18. A pochi passi da piazza Navona, la tappezzeria restaura poltrone e sedute d'epoca: un lavoro di imbottitura, cuciture e rivestimenti che si fa ancora interamente in bottega.
L.A.R. Paralumi, via del Leoncino 29. Il laboratorio confeziona dal 1938 paralumi plissettati, in pergamena cucita o foderati in stoffa. Avviato dal nonno dell'attuale titolare, Antonello Gualdani, è oggi condotto da due cugini. In bottega si lavora ancora con una macchina da cucire di cento anni azionata a manovella, e ogni pezzo segue tempi che non si possono comprimere: taglio, montaggio, incollaggio, asciugatura.
Falegnameria Paolucci, via di Montoro 5. La storia comincia nella piccola bottega da falegname del nonno Francesco, in via dei Delfini, nel Ghetto, trasferita in via di Montoro nel 1936. Oggi l'attività, alla terza generazione, unisce la fornitura di legname per artigiani alla falegnameria su misura: armadi, librerie, porte, pavimenti e restauri, per privati, chiese e ambasciate.
Come visitarle. Le botteghe artigiane sono prima di tutto luoghi di lavoro. Il modo migliore per conoscerle è contattarle in anticipo, entrare con curiosità e, quando possibile, commissionare un lavoro: è così che questi mestieri continuano a esistere.